• Bio

    Nigel Coates è nato nel 1949 e si è formato presso Architectural Association, la scuola di architettura a Londra. Noto come architetto e designer inglese, ha costantemente sperimentato e indagato il proprio settore, estendendone i confini e collegandolo con la semiotica, la manifattura artigianale e la cultura contemporanea. Nel 1985 fonda Branson Coates Architecture in concomitanza con la sua prima commissione d’architettura in Giappone. Le realizzazioni di costruzioni e interior design in Inghilterra e in Giappone includono il Wall and Art Silo in Tokyo, Hubs in Sheffield, il Geffrye Museum in London e il Body Zone in the Millennium Dome. Negli scorsi anni, Coates ha inoltre accumulato un vasto portfolio di complementi d’arredo e illuminazione. I suoi lavori sono stati realizzati da molteplici aziende che includono Gebrüder Thonet Vienna, Fornasetti, Alessi and Slamp, di cui è direttore creativo. Nel 2006 fonda il proprio studio di architettura e design a Londra. Il quartiere generale si trova a Bloomsbury e include un laboratorio d’architettura, uno showroom e una galleria. Dal 1995 al 2011 Coates è stato Direttore del Dipartimento di architettura alla Royal College of Art. Attualmente è professore emerito RCA e Presidente della Corte Accademica della Scuola di Architettura di Londra. Nel 2012 ha vinto il premio Annie Spink per l’eccellente insegnamento della materia di architettura. Dal 2008 al 2014 Coates è stato anche Presidente della Giuria al Padiglione di arte e design a Londra.

    Filosofia

    Il sovversivo spirito di Nigel Coates ha catturato l’attenzione pubblica nel 1984 quando fondò NATO (Narrative Architecture Today), un gruppo di architettura ed eponima rivista. Un manifesto socioculturale e popolare, guidato dalla narrativa dell’architettura: la rivista consigliava ai lettori di essere gli architetti delle loro vite, e così facendo, di adattare radicalmente le costruzioni intorno a loro. Certi temi, in particolare quello della narrativa, continuano ad essere ancora al centro della ricerca e del metodo progettuale di Coates. Riguardo alle questioni funzione o stile e narrativa, Coates ritiene che siano un linguaggio del design che conferiscano a costruire l’esperienza di tutti i giorni delle persone. La forma, secondo lui, dovrebbe seguire un racconto. Nigel Coates continua a esplorare le potenzialità comunicative ed esperienziali dell’architettura, come un linguaggio disegnato e in contrasto con le cose usuali. Coates crede che la città possa essere ben compresa quando è esplorata come un’entità vivente. Il suo lavoro combina un’associazione psico-geografica tra l’ambiente costruito e il desiderio. Il tempo e il movimento, secondo lui, possono essere i partner dinamici del fisso mondo fisico.